confini delle proprietà e dinanzi alle porte per invocare la protezione di Ermes, cui veniva attribuita, fra le altre cose, la protezione dei viandanti. L'erma deriva da una delle prime forme arcaiche di rappresentazione delle "dimore" di una divinità, che venivano poste a protezione delle vie e delle soglie. Nell'epoca arcaica per la sua forma, con evidenti allusioni di natura fallica, si augurava la fertilità. La trasformazione da erma di Ermes a erma-ritratto deve essere avvenuta dall'assimilazione di Ermes quale psychopompòs, cioè funerario, che andava ad assumere i tratti fisici del defunto. In ambito italico era diffuso il cippo funerario sormontato dalla testa del defunto, e fu forse l'innesto di questa tradizione con l'elegante forma greca a originare le erme-ritratto. Spesso le erme presentano un fallo propiziatorio scolpito.

Erma

2023 Cm 20x57 h Testa e spalle modellate in argilla bianca. Antica forma da ciabattino in legno con piede di ferro.         Base di ferro.       Le erme erano collocate lungo le strade, ai crocevia, ai confini delle proprietà e dinanzi alle porte per invocare la protezione di Ermes, cui...

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Cyprea Moneta, simbolo di fertilità. La forma caratteristica di questa conchiglia, che richiama i genitali femminili, era considerata dai primi popoli un simbolo di fertilità; il che la rendeva estremamente popolare e ricercata anche nell’antichità per la confezione di collane e bracciali. Usata nel corso dei secoli come valuta di convenienza, ne troviamo tracce del suo utilizzo in Cina già durante la dinastia Shang (1600 - 1046 a.C.). Diffusa da arabi e marinai europei dal X secolo, questi gusci sono stati usati come denaro in gran parte di Africa e Oceano Indiano: Le Maldive, principale fornitore, conserva ancora questa conchiglia come simbolo della loro moneta su tutte le banconote. Questo loro ‘uso monetario’ continuò ad esistere in molti luoghi fino al XX secolo. Nella installazione Monetaria Patrizia Trevisi trae ispirazione da questa ciprea, sia per la sue forma, sia per il suo utilizzo. Questa conchiglia diventa simbolo e denuncia della mercificazione del corpo femminile e della sua immagine; dell’identità di genere rivelatasi un’efficace strategia di mercato pubblicitario dagli anni ‘70 ad oggi; del sesso come valuta di scambio nella corruzione politica e imprenditoriale. Le vulve modellate su cerchi di gesso rappresentano monete rovesciate sul pavimento. Lo spazio espositivo è completamente buio, come in un fermo immagine, è bloccato il momento della transazione, del pagamento. Nel buio la sonorizzazione di Alice Gussoni strepita le voci di mercati sparsi nel mondo, gracchia le sue contrattazioni, ritmato dal suono di monete rovesciate. Crea un crescendo soffocante e convulso, in una Babilonia di negoziazioni, trattative e patteggiamenti. L’unica fonte di luce, illumina le monete antropomorfe modellando plasticamente i volumi con un chiaroscuro drammatico che emerge dal buio. Le monete rovesciate e sovrapposte perdono ogni individualità formale avendo valore soltanto come valore simbolico e peculiare. L’artista invita il pubblico a girare intorno all’opera come ad un corpo unico che giace terra inerme, sopraffatto e senza vita. Lo provoca, inducendolo ad una riflessione forzata «sull’oggettivazione sessuale come una forma di deumanizzazione, che riduce la persona ad un corpo teso a soddisfare i desideri sessuali, e quindi ad un oggetto da sfruttare e manipolare» (Volpato). La donna spersonalizzata, valutata in base a una parte di sé, il corpo, ignorando la sua personalità, dignità e unicità, che la rendono unica e preziosa.

monetaria

2012 installazione Diametro 35 cad. N.90 Moduli circolari in cartongesso, modellato in gesso.     Cyprea Moneta, simbolo di fertilità. La forma caratteristica di questa conchiglia, che richiama i genitali femminili, era considerata dai primi popoli un simbolo di fertilità; il che la rendeva estremamente popolare e ricercata anche nell’antichità per la...

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