FOBIE – Le paure di demoni immaginari

2024

Acarofobia D. cm 60 – Mascafobia D. cm 30 – Acrofobia D. cm 30

Telai circolari in legno e MDF – tecnica mista – stampa digitale – ricamo e uncinetto con filo di cotone – cordini.

 

Le paure di demoni immaginari — Benjamin Rush (1798)

 

L’aspetto della Paura di cui mi sono occupata nella mia opera è quello della Fobia. Contrariamente ad altre emozioni primarie, la paura presenta delle manifestazioni che sono per definizione patologiche: le fobie.

 

Una fobia è una distorsione della normale risposta di paura, intensa e persistente, che si scatena per qualcosa che non rappresenta un reale pericolo, ma che viene percepito come non controllabile. Una paura estrema, irrazionale e sproporzionata per qualcosa che non è una reale minaccia si sviluppa quando una persona avverte un senso di pericolo esagerato o irrealistico in merito a una situazione, un oggetto o un animale.

Lavorando sul trittico Le paure di demoni immaginari, che prende in considerazione tre fobie come esempio, ho potuto osservare e scoprire che il comune denominatore di queste è generato dalla paura della perdita del controllo; la paura come reazione deformata dalla perdita di padronanza di se stessi. Immaginare di perdere il timone delle cose, di non poter gestire gli eventi e il proprio destino, crea un’ansia esagerata che può essere letta come un modo per prevenire ed eliminare la sofferenza.

Tutto ciò che è imprevisto, inatteso, non controllabile è inaccettabile.

Nell’Aracnofobia la paura si scatena non potendo controllare il rapido muoversi delle innumerevoli zampe del ragno; non potendo prevedere l’inaspettato tracciato che percorrerà. Si vivrà irragionevolmente la paura di averlo sicuramente addosso o di percepire di essere punto o di rimanere mortalmente prigioniero nella sua tela invisibile.

Le persone che soffrono di Acrofobia si sentono agitate non solo quando si trovano in luoghi molto alti, ma anche quando solo immaginano o anticipano mentalmente la situazione che più temono: cadere nel vuoto. Si tratta di una fobia che si manifesta con un’intensa paura di cadere affacciandosi da un luogo elevato o anche di subire la tentazione di lanciarsi.

L’elemento scatenante è l’horror vacui, la paura del vuoto che rappresenta l’ignoto. Il vuoto dove nulla è, dunque tutto è possibile e per questo sfugge al controllo.

Nella Mascafobia è l’altro incontrollabile. Questa fobia nasce dal disagio che proviamo di fronte alla rappresentazione di un volto quasi umano, ma non del tutto. Le maschere, con la loro capacità di alterare o nascondere le espressioni facciali, possono creare un’ambiguità inquietante, sfocando il confine tra il noto e lo sconosciuto. La maschera rende difficile leggere le espressioni facciali e anticipare le reazioni dell’altro, elementi cruciali nella comunicazione umana.

Ciò che non puoi controllare ti porterà inevitabilmente a non intuire, comprendere e prevedere; ti immobilizzerà e non ti farà fuggire; ti farà precipitare o soffocare. Quello che non puoi controllare ti porterà inesorabilmente alla morte.

Affrontare creativamente le mie fobie è stata un’esperienza molto forte e interessante. Giocare con gli oggetti della mia paura, svuotandoli di senso perché altrimenti intoccabili, mi ha permesso di maneggiare e cucire il ragno, ricamare la maschera e precipitare in un vuoto digitale.

Ha inoltre evidenziato la paura della perdita di controllo come matrice delle mie fobie e come condizioni la mia emotività e la mia razionalità, ma anche di come questa continua battaglia sia fonte e serbatoio della mia creatività e ricerca artistica.

Category

Sculture tessili