MUTA MATER – La desertificazione

ciclo De Rebus Naturae

2025

Busto cm 50x83x30

Scultura tessile -Busto cucito con tela écru e radice essiccata

Muta Madre. Madre sterile.
Corpo rigido, busto interrotto, fragile, deformato.
Il grembo è presente, ma vuoto. Non genera. Non accoglie. Non trattiene.
Bianca come sabbia arida, come luna senza calore. La forma resta, ma il gesto è assente. L’eco della possibilità di generare.

Appare gentile, ma è chiusa. Non nutre. Una radice si stringe a lei come un ultimo legame, ma in lui non scorre più linfa, non più veicolo di vita. Muta Mater non urla. Non oppone resistenza.

La sua ribellione è l’assenza: di parola, di pianto, di tempo. Parla con il vuoto che la riempie. Non racconta. Non spiega. Nella sua esistenza priva di funzione mostra ciò che non vogliamo vedere: la desertificazione della terra, del corpo, del gesto. Non c’è grido. Non c’è invettiva. Solo un’assenza che pesa.

La sua muta presenza racconta il processo di trasformazione della Terra: la desertificazione emerge come un silenzioso mutamento, frutto di equilibri spezzati e di forze naturali che reagiscono. Ogni radice secca, ogni grembo svuotato, è testimonianza di un paesaggio che cambia, dove la vita si riduce a forme rarefatte e il respiro della natura si interrompe. Muta Mater osserva questo momento sospeso, fragile e sacro, in cui la Natura stessa mostra la sua metamorfosi, silenziosa e irreversibile.

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