ciclo De Rebus Naturae
2025
Busto 50x90x50 cm – Fiori di cardo 43x70x10 cm – Base 50x90x50 cm.
Installazione tessile – busto cucito con feltro- Tecnica mista- Fiori di cardo essiccati.
Con Arsa Mater, il corpo della Terra si fa carne e carbone, silenziosamente testimone della ferocia del cambiamento climatico. La scultura — un busto acefalo e privo di braccia — assume le sembianze di una figura archetipica, madre e vittima insieme, privata della voce e dell’azione, segnata da una metamorfosi bruciante.
La tela-pelle, nera e traslucida, richiama le superfici della lava raffreddata o del carbone: materia viva che ha conosciuto la combustione. È il corpo dopo il fuoco, ma non dopo la rinascita. Dal ventre, inciso come un baccello spaccato dal calore, emergono grovigli di reti di plastica parzialmente fuse, relitti sintetici che la natura non può digerire. Quel grembo ferito diventa allora non culla, ma crocevia di residui tossici, simbolo di una fertilità negata e contaminata.
Ai piedi del basamento, cardi neri, fiori bruciati, punteggiano il suolo come corone funebri. Erano spine e difesa, ora sono carbonizzati. Con la loro presenza evocano una bellezza perduta, cruda, che non smette di parlare anche nella distruzione.
Arsa Mater non racconta solo di incendi, ma del fuoco come sintomo del cambiamento climatico. È un grido muto contro l’indifferenza, un corpo che porta su di sé i segni visibili di un collasso ecologico. In essa si intrecciano la fragilità della materia tessile e la brutalità del combusto, il gesto dell’artista e l’urgenza del presente.
Sculture tessili