Bambina con la palla rossa

Bambina con la palla rossa

2019

“Childe Marriage: l’ombra di Barbablù”                                                                                                                 Sala Consiliare del Municipio I Roma

170 cm h

 

Statua tessile cucita con cordini, imbottitura vegetale. Testa, mani e piedi modellati in gesso.
L’opera rappresenta l’immagine quotidiana e familiare di una bambina che gioca.

La scultura antropomorfa non è una novità nella produzione di Patrizia Trevisi dove compaiono spesso figure femminili con una forte valenza archetipica che poco o nulla concedono all’estetica, concentrandosi piuttosto intorno a un forte nucleo significante ed espressivo.

La bambina presentata in questa mostra si discosta da questa consuetudine; analogo resta il procedimento di costruzione della statua, ma lei è bella, delicata, aggraziata nei movimenti.

Sul suo viso, però, si leggono solo tristezza e malinconia e non la gioia del gioco, del quale resta solo il movimento congelato come in un fermo immagine che interrompe per sempre il tempo della fanciullezza.

La sua pelle bianca e delicata, è sapientemente cucita assemblando ritagli di stoffa e merletti a richiamare un abito da sposa: una gabbia troppo stretta e dolorosa per la sua età che si strappa lasciando trasparire la materia all’interno.

La costruzione delicata ed aggraziata della figura crea un corto circuito con la drammaticità degli strappi, ricuciti da una mano compassionevole che cerca di rimettere insieme qualcosa che si è definitivamente lacerato.

                                                                                                       

Testo di Giulia Ripandelli

 

 

 

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archetipo, arte tessile, bambina, fiber art, infanzia, malinconia, preadolescenza, scultura, scultura tessile
Opere in tela